Rinnovabili in Valmarecchia. Petitti e Parma (Pd) contro il parco eolico “che può avere un impatto devastante su una terra meravigliosa a metà tra Emilia-Romagna e Toscana”
28 Febbraio 2025
È un NO deciso quello delle consigliere regionali Alice Parma ed Emma Petitti alla realizzazione del parco eolico in Valmarecchia. “Nei territori del Montefeltro, quelli in cui presero ispirazione Piero della Francesca, Michelangelo e Leonardo. Un paesaggio naturale fatto di boschi, montagne, parchi naturali e borghi. Si tratta di quell’area interna dell’Appennino tra Toscana, Emilia-Romagna e Marche in cui la Regione Toscana vuole autorizzare 58 pale eoliche alte 200 metri, un polo eolico promosso da grandi fondi che speculano sul vento, che devasterà uno dei più belli tra i paesaggi italiani, andando ad attaccare tutti i progetti di promozione locale realizzati negli ultimi anni e volti a ripopolare questi luoghi, a recuperare le aree naturali, il patrimonio artistico e le filiere produttive del territorio. La Regione Toscana è l’ente che autorizza l’impianto perché il progetto è sulla linea di confine territoriale con la Romagna e le Marche, che vedranno però ricadere anche su di loro le conseguenze disastrose di un intervento del genere, che coinvolge le province di Rimini, Pesaro e Forlì-Cesena. Non vengono tenuti in conto i pareri negativi sui progetti eolici delle Sovrintendenze di Toscana, Marche e Emilia-Romagna, così come quello della Regione Emilia-Romagna e degli innumerevoli contributi sul dissesto idrogeologico che ne sconsigliano la realizzazione, con rilievi e mappe realizzate dopo l’alluvione del 2023, così come di pareri di CNR”. Continuano le rappresentanti del territorio riminese in Regione, che annunciano di aver depositato un’interrogazione in consiglio regionale a prima firma Petitti e sottoscritta da Parma, che difende una terra che è quella di Tonino Guerra, di bellezza e poesia, la terra dei Malatesta, da secoli senza confini amministrativi.
“Visto che l’area coinvolta è la terra di confine tra tre Regioni, la prima proposta è che sia istituito un Tavolo tecnico tra le amministrazioni regionali, in modo tale che sia rispettata la programmazione delle Regioni confinanti, che hanno peraltro già una collaborazione di questo tipo, anche sui servizi. La beffa nel caso dell’impianto eolico in Valmarecchia è che solo tecnicamente si trova in Toscana, ma lo scempio perenne sarà sul Montefeltro. Il punto non è non condividere gli obiettivi della produzione di 80 gigawatt che l’Italia dovrà produrre per combattere il cambiamento climatico entro il 2030. Questo obiettivo va perseguito, non negato. Ma ogni Regione può farlo senza devastare il territorio di altri: la Toscana può individuare una pluralità di fonti di energia rinnovabile, così come una pluralità di aree idonee a seconda della loro vocazione, per raggiungere i 4250 megawatt di Fer. Un conto è impattare su siti industriali, assi stradali ed aree produttive. Un conto sono gli impianti eolici off shore oltre le 19 miglia nautiche nell’area petrolchimica industriale di Ravenna. Un altro conto è invece impattare sul Montefeltro, la sua bellezza, la sua storia e il suo presente. Sì al Pianeta, Sì alle Fer. No al concetto del NIMBY, “non nel mio giardino”, ma lavoriamo perché la soluzione sia la migliore possibile per tutti”.
