Scuola di qualità per tutti, arrivano i fondi regionali per le pluriclassi di montagna anche a Novafeltria, San Leo e Sassofeltrio. Alice Parma (Pd): “Fin dai primi giorni dell’insediamento in Regione lavoriamo per far sì che nessuna scuola debba chiudere”
6 Marzo 2025
Scuola di qualità per tutti, non solo nelle città. La Regione Emilia-Romagna sostiene le pluriclassi nelle piccole scuole primarie dell’Appennino.
“Con la chiusura del bando regionale che ha accolto il 100% delle richieste presentate dai territori, arriveranno finanziamenti provenienti dal Fondo Sociale Europeo Plus in 104 Comuni montani, per un totale di quasi 700 mila euro” annuncia Alice Parma, vice capogruppo PD in consiglio regionale. “Nel riminese sarà finanziato un sostegno alle pluriclassi nelle scuole di Novafeltria, San Leo e Sassofeltrio. Si tratta di fondi che saranno utilizzati per potenziare l’offerta formativa con attività extracurricolari nuove: dall’educazione ambientale ai laboratori teatrali, musicali e artistici. Ogni alunno o alunna, indipendentemente dal luogo in cui vive, ha diritto ad un’istruzione di qualità – aggiunge Parma – E con questo bando non sosteniamo solo le classi delle scuole primarie composte da studenti e studentesse di età diversa, ma manteniamo attivi i piccoli istituti dell’Appennino che hanno spesso un numero ridotto di iscritti. Fin dai primi giorni dell’insediamento lavoriamo con l’Assessora Isabella Conti per far sì che nessuna scuola debba chiudere e nessun luogo debba fare i conti con lo spopolamento e la mancanza di servizi”.
In questa direzione vanno gli interventi previsti nel bilancio regionale in approvazione nelle prossime settimane, che contiene risorse senza precedenti sui nidi, i centri per le famiglie, i centri estivi – da 7 a 10 milioni di euro di investimenti – e il sostegno agli studenti con disabilità – da 12 a 18 milioni di euro. Una conferma alla contrarietà della Regione al ridimensionamento scolastico previsto dal ministero: l’Emilia-Romagna sarà in prima linea per preservare le autonomie scolastiche e rafforzarne la presenza nelle aree montane e interne a rischio spopolamento. “Lo dico spesso: la scuola fa un paese e un paese è una scuola. Lavoriamo per non lasciare indietro nessuno, perché le scuole di montagna non siano di serie B, ma anzi un presidio di crescita delle comunità e di territori importantissimi per l’Emilia-Romagna” conclude Parma.
